
L'Assistente: Origini (Parte 4)
Dovrei essere furiosa.
Un minuto sto sorseggiando il bicchiere di rosso che ha versato durante il nostro piccolo incontro a casa, quello dopo mi ritrovo sul mio letto, braccia e gambe tirate larghe e legate a croce... Completamente aperta, completamente indifesa, il mio splendido tacco alto che viene lentamente e intenzionalmente sfilato dal mio piede destro!
Una parte di me È incazzata. L'ALTRA parte di me… no.
Mi piace quando ubbidisce. Mi piace quando mi coccola, si prende cura dei miei bisogni, resta al suo posto. Ma mi piace anche un uomo che sa quando smettere di aspettare il permesso e prendersi semplicemente ciò che vuole. E lui mi vuole. I miei piedi perfetti. Il mio corpo. Il fatto che sia stato così audace da fare davvero qualcosa al riguardo è più eccitante di quanto voglia ammettere proprio ora. Quindi non gli urlerò contro.
E non gli darò neanche nulla gratis.
Può venerare le mie soffici piante dei piedi, perfettamente rugose. Probabilmente le solleticherà? Era talmente impaziente ed eccitato da spogliarmi nuda prima di legarmi, o forse non voleva spingersi troppo oltre. In ogni caso, può baciarmi, stuzzicarmi, provare a tenermi sull'orlo dell'orgasmo come vuole... Ma se vuole gemiti, se vuole risatine, se vuole che io mi dimeni, bagnata e reagisca per lui… dovrà darsi da fare per ottenerlo!
Resto zitta il più a lungo che posso. Fredda. Impassibile. Lo faccio faticare. Mi ha già legata. Buon per lui. Ora deve dimostrare di sapere cosa fare con me.
xoxo
-Gwen
