
Guidando attraverso il dolore WMV
Jeanette correva verso un incontro importante. Si affrettava giù per una discesa verso la sua auto, assorta nei compiti che l'attendevano e senza accorgersi del terreno irregolare sotto i suoi piedi. Improvvisamente fece un passo falso e il piede le si torse bruscamente. Un dolore improvviso e lancinante le trafisse la caviglia. Gridò e si strinse la gamba, lottando per mantenere l'equilibrio. Zoppicando, si diresse lentamente verso la portiera lato guidatore. Con qualche difficoltà riuscì a mettersi al posto di guida, si tolse la scarpa ed esaminò la caviglia ferita. Sospettava una distorsione. Infilando la mano nel vano portaoggetti, tirò fuori un kit di primo soccorso, trovò una benda elastica e si fasciò con cura la caviglia, facendo attenzione a non stringerla troppo. Doveva raggiungere l'ospedale da sola. Jeanette sapeva che era una cattiva idea, ma in quel momento sembrava la sua unica opzione. Accese il motore e si immise cautamente sulla strada. Ogni volta che premeva il pedale dell'acceleratore, una scossa di dolore le attraversava la gamba ferita; premere il freno rendeva il dolore ancora più intenso. Stringendo i denti, Jeanette cercò di restare calma e di tenere gli occhi sulla strada. Continuava a spostare il piede, cercando una posizione che potesse offrirle anche solo il più piccolo sollievo. Il tragitto verso l'ospedale si trasformò in un calvario estenuante. Stringendo saldamente il volante, proseguì, sopportando il dolore che si acuiva a ogni minimo movimento della gamba.
