
Un piatto servito freddo (2K) - Lydia Lael
Cinque anni fa, Lydia ha fatto parte di una giuria che ha messo dentro Asher, un recidivo. Per lei è un lontano passato e non ci pensa minimamente mentre annusa il profumo dei fiori nel suo giardino. Per Asher, recentemente rilasciato e ora che la osserva dal riparo degli alberi vicini, sembra solo ieri che questa stronza gli abbia rovinato la vita. Afferra Lydia e la lega in soggiorno. Lei cerca di spiegare che non aveva votato per la colpevolezza, ma lui non crede a una parola e le lega un bavaglio intorno alla testa, zittendo le sue proteste. Lasciata sola, Lydia sfrutta l'occasione per avanzare lentamente verso la porta d'ingresso. Con i polsi legati alle caviglie, non può andare lontano, ma se solo riuscisse ad arrivare fuori, forse qualcuno la vedrebbe e capirebbe che ha bisogno di aiuto. Prima che ci arrivi, però, Asher scopre cosa sta facendo. La porta fuori e la lega a una sedia nei boschi, imbavagliandola per mettere a tacere le sue proteste. La lascia lì per un po' prima di portarla più in profondità nel bosco e legarla a un albero, braccia sopra la testa. Soddisfatto della sua vittima in questa nuova situazione precaria, Asher la imbavaglia un'ultima volta prima di andarsene. Lydia tira la corda che le stringe i polsi, ma è ben fissata. È intrappolata nella natura selvaggia ad attendere il suo destino. Per Asher, una giurata è fatta, ne mancano undici.
