
La marionetta del gatto di vicolo
Cercando un momento di pace nella giungla di asfalto, il nostro eroe si ferma vicino alla sua auto, nascosta nell'ombra di un lampione tremolante. Crede di essere solo. Crede di essere al sicuro. Comincia a urinare contro la ruota, un uomo semplice che compie un atto semplice e sporco. Non vede l'ombra che si allunga sul cofano.
?Il Predatore in Rosso
?Dal buio balza fuori una creatura di puro e incontaminato camp. Non è solo una catt; è un incubo con una maschera a forma di vescica, i suoi occhi che scrutano attraverso i fori irregolari con un'avidità tale da far sudare anche un santo. Le sue labbra sono dipinte con un rossetto rosso spesso e ceroso, di quelli che lasciano un segno che non puoi cancellare.
?Il Ballo Sporco per davvero
?Non si limita a sorprenderlo; lo trascina nel suo raggio d'azione. È una colluttazione caotica e ad alta energia che si trasforma in una coreografia distorta e silenziosa.
?La Maestra dei Burattini: con una mano ben salda sulla sua bocca per soffocare le sue proteste, comincia a muoverlo.
?Qui non ci sono fili, soltanto la forza bruta della sua presa. Lo strattona, lo fa girare, manovra il suo corpo come una bambola di stracci contro l'acciaio freddo dell'auto. È il protagonista di una pièce a cui non ha mai fatto il provino.
?
?Alla fine, il ballo conduce verso l'obiettivo. Lo sbatte contro la telecamera, inchiodandolo in un inquadratura claustrofobica. Il silenzio è rotto soltanto dal suono di respiri pesanti e ansiosi. Con uno sguardo malizioso negli occhi, ignora i suoi tremori e comincia a leccargli il viso con un'intensità ruvida e ritmica, come un randagio alla ricerca di cibo.
?Ha marchiato il suo territorio. Ha assaggiato il suo premio. E la telecamera è costretta a guardare ogni bagnato, sporco secondo dell'intera scena.
