
I PERICOLI DI DAPHNE DI IRIS
Daphné fruga nella casa in cui è stata convocata la banda di Scoob, cercando disperatamente i suoi amici. Indossa la sua tenuta classica: un vestito corto color malva abbinato a collant rosa velati. Mentre esplora, non si accorge che una telecamera di sorveglianza la sta riprendendo discretamente; improvvisamente, una mano le si chiude sulla bocca e viene tirata indietro.
Daphné viene lasciata legata e imbavagliata, trattenuta da corde e da un bavaglio “cleave” (con stoffa tra i denti). I suoi polsi e le sue caviglie sono legati con corda di nylon. Il suo rapitore coglie l’occasione per filmare la scena con una videocamera VHS, catturando l’“autenticità” di questo momento intimo con una fanciulla in pericolo, un trofeo che sogna di aggiungere alla sua collezione. Daphné lotta per diversi minuti in una stanza dalla luce soffusa, i cui colori d’ambiente mettono in risalto la sua figura nel vestito, così come i suoi polpacci e le sue cosce ben torniti, avvolti in morbidi collant rosa leggermente scintillanti. In un breve momento di lucidità, tenta di fuggire saltellando sui suoi piedi nudi, ma il suo rapitore la blocca vicino alla porta d’ingresso.
Daphné si ritrova in una situazione di pericolo ancora più precaria: mentre le corde restano ai polsi e alle caviglie, il suo rapitore ha aggiunto diverse fascette lungo le gambe, trasformandola in un “arrosto di nylon”. Il suo bavaglio è stato migliorato, ora consiste in un paio di mutandine ficcate in bocca, assicurate da diversi giri di microfilm. Mentre lotta, riesce a spostarsi verso un tavolo, offrendo una vista senza ostacoli del suo posteriore e delle sue cosce rivestite dai collant. Cerca di parlare ripetutamente, provando a masticare il tessuto che ha in bocca. Ancora una volta, tenta di fuggire verso la porta, ma alla fine torna sui suoi passi, rassegnandosi a diventare parte della “collezione”.
