
Non dimenticare di respirare
La dea Baavan, avvolta in una lucida PVC nera che aderiva a ogni sua curva, inchiodò il suo devoto schiavo sotto la potenza del suo fondoschiena. Premette con forza verso il basso, sigillando completamente il volto di lui sotto il lattice lucente mentre lottava per respirare, il corpo scosso da spasmi e contorsioni nel disperato bisogno d'aria. Brevi momenti di pietà gli concedevano un ansito frenetico prima che lei tornasse a piombargli addosso, soffocandolo sempre più profondamente nella calda e imperiosa carne del suo sedere. "Vuoi respirare? Allora impressionami", ordinò, con voce colma di malizioso godimento. I suoi ringraziamenti attutiti risuonavano ripetuti - "Grazie, Dea" - mentre premeva forte il naso nella fessura del suo culo, assaporando ogni secondo della sua dominazione mentre le stelle danzavano nella sua visione.
Dopo aver giocato spietatamente con lui, Baavan si alzò e attraversò la stanza delle torture, i fianchi che ondeggiavano decisi. Abbandonò alle sue spalle il trono ormai esausto, lo sguardo brillante rivolto allo schiavo rinchiuso in gabbia che attendeva il suo arrivo. Il suo abbigliamento di lattice splendeva alla luce, promettendo intenso piacere e controllo mentre si apprestava a reclamare la sua prossima vittoria, assicurandosi che ogni schiavo conoscesse esattamente il proprio posto nel suo regno di estasi.
